lunedì 25 febbraio 2013

The best of Academy Award 2013... ovvero: il meglio degli Oscar!

E va bene.
Non ce l'ho fatta a resistere fino alle cinque e mezza di questa mattina, ma vi giuro che al primo squillo della sveglia delle sette sono saltata giù dal letto per appurare chi fossero i vincitori della statuetta più ambita del mondo.
Francamente, non sono rimasta troppo stupita. Certo, forse immaginavo qualche premio in più per Lincoln.
E magari ci sono rimasta male per non aver visto Bradley Cooper vincitore nella categoria "miglior attore protagonista", senza allo stesso tempo poter negare che Day- Lewis se lo sia più che meritato.
Ma Anne Hathawey era una certezza.
Jennifer Lawrence era una certezza, sebbene molto vicina a lei ci fosse Jessica Chastain.
Purtroppo, sono rimasta indietro su molti dei film presentati, quindi non posso fare giudizi inerenti al film in sè (che comunque arriveranno).
Ma sicuramente possiamo farli su come i vvvvvvvips si siano presentati in quella che da sempre si considera "la notte più lunga dell'anno"...

Perchè è inutile che provate a negare.
Quelli che seguono sei ore di trasmissione appiccicati al televisore, con una flebo di caffè al braccio, fino alle cinque di mattina solo per vedere chi saranno i vincitori dei vari premi saranno circa 324 su 3174875826176.
Perchè tutti gli altri, gente, seguono gli Oscar per un semplice motivo: criticare, valutare, osannare, invidiare gli abiti delle dive.
E assistere a qualche eventuale capitombolo durante la consegna del premio (grazie Jen, per averci accontentato).

Ieri notte mi sono piacevolmente resa conto di come le scelte di quest'anno siano state abbastanza azzeccate. Certo, qualche stronzata anche stavolta è stata fatta, ma nel complesso le dive, o chi per loro, hanno avuto buon gusto.

Al fine di non rovinare l'aura di quelle che secondo me possono essere infilate nella categoria delle "meglio vestite" ho deciso di dividere il post in due parti: Best and Worse of Academy Award 2013.
Partiamo con il meglio.

Amanda Seyfried.
Sarà che a me Alexander McQueen piace, che ci posso fare? Abito lungo con strascico non esagerato, ricamato con perline che danno all'abito una bella luce.
Adoro l'abbottonatura dietro al collo: e basta con questi vestiti senza spalline! Ma sono l'unica ad essersi seriamente scocciata?

Un'altra che mi è molto piaciuta è stata Jennifer Lawrence in un abito di Dior.
Un abito imponente, di una che sa di avere un Oscar in tasca.
Se fossimo a scuola e dovessi darle un voto, le darei dieci pieno. E lode!
Ma... non siamo a scuola, quindi il dieci pieno se lo scorda, per due semplici motivi:
UNO. L'abito è bellissimo, ma manca solo il velo in teste e poi è pronta per l'altare. Abito bianco, gonna ampia che, diciamocelo, le è costata parecchio cara (vedi cappottone sulle scale) e acconciatura raccolta. Qualcuno provi a negare che questo non sia un abito da sposa.
DUE. Jen, ti sei messa un abito bianco gia al prenzo pre- Oscar, santo cielo, perchè non hai cambiato? O per lo meno, sapendo che alla premiazione ti saresti vestita di bianco, perchè non indossarne uno colorato al party del giorno prima? Avete decine di stilisti che vi rincorrono per vestirvi, la possibilità di scegliere tra 3213 modelli e colori e TU CHE FAI? Ti vesti per due giorni di seguito con due abiti simili.
Io proprio non  vi capisco.
Purtuttavia, considerando l'abito di per sè, non si può davvero negare che faccia la sua porca figura.






Le hanno soffiato l'Oscar da sotto il naso, quindi temo che il povero Versace sia stato stracciato con le unghie e con i denti una volta chiuso il sipario.
Jessica Chastain può sembrare una a cui sta bene tutto. E infatti, lo è.
Se ci pensate, è riuscita a rendere guardabile anche quel mostro di vestito a stampa floreale che portava al pranzo pre- Oscar.
Voglio dire, a questo punto, indossare un Versace a sirena con il fisico che si ritrova, è un gioco da ragazzi.





Ormai Prada le è rimasto nel cuore.
E francamente, è un bene.
L'abito color rosa cipria con incroci sul retro indossato da Anne Hathaway è un mix di eleganza e semplicità, dimostrazione di come non servono metri di organza per presenziare agli Oscar.
Sulla collana non so prendere posizione: è un incrocio tra la classica tamarrata e la genialità dell'accessiorio.
Valuterò.



E dulcis in fundo, Jane Fonda.
Non potevo non menzionarla. NON POTEVO.
Ditemi voi se una signora che ha sett'anni suonati, che si presenta agli Academy Award con un abito GIALLO LIMONE di Versace e lo indossa con quella classe e con quella sicurezza, poteva non essere menzionata tra le best dressed. Avanti, ditemelo. Ditemelo, se non è la "divezza" fatta persona.
E sottolineo... una qualsiasi trentenne con lo stesso abito sarebbe stata sbattuta fuori dal Dolby Theatre a calci nel culo.
Giallo limone... mi scendono le lacrime, davvero.


E degli Oscar 2013, questo è stato il meglio.
Ora, aspettatevi il peggio.




Ovviamente, le immagini non sono mie. Sono state trovate su internet.

giovedì 17 gennaio 2013

Il nuovo fantasy: Hunger Games


Eh, lo so cosa starete pensando.
"Ma Hunger Games è uscito a maggio dello scorso anno!".
Lo so, lo so, ma dovete perdonarmi.
Perchè sebbene siano trascorsi più di sei mesi dall'uscita del film, io ne ho scoperto l'esistenza, o meglio, mi sono degnata di prenderlo in considerazione (perchè comunque ammetto di averne sentito parlare parecchio) soltanto durante queste ultime vacanze natalizie.
Ora, l'approccio con questo nuovo sfornatore di money l'ho avuto con il libro.
Chi lo ha letto o comunque ne ha sentito parlare, sa bene che la storia è ambientata in un indefinito periodo post apocalittico, in cui un governo- desposta organizza annualmente dei "giochi" a cui sono obbligati a partecipare giovani estratti a sorte.
E la mia descrizione si ferma qui, considerando che odio a morte chiunque scriva articoli- post- recensioni nascondendoci dentro spoiler che vanno inevitabilmente a fregare l'intero finale. Dopo anni di ostinate ricerche su trame e simili, mi sono accorta che questo scherzetto talvolta lo fa anche Wikipedia.
Comunque, bando alle ciance. Ora non sto qui a recensire il libro, che nel complesso, nonostante abbia uno stile semplice (forse pure troppo) riesce a mantenere alto l'interesse del lettore (in più adoro il trucchetto dell'autrice che fa finire ogni capitolo con una rivelazione- fatto- imprevisto sssssconvolgente).
Il film.
Ebbene, tocca ammettere che la trasposizione cinematografica di questo ramanzo abbia avuto un successo indescrivibile a detta di tutti.
A detta di tutti coloro che non vivono in Italia, oserei aggiungere, dato che non mi pare che qui ne abbiano fatto una pubblicità esagerata. Anzi.
Purtroppo temo che Hunger Games- il film sia esattamente la dimostrazione di come le trasposizione cinematografica non riesca ad eguagliare il libro.
Se Harry Potter e i Doni della morte ci ha insegnato che la storiella degli Horcruxes era incomprensibile per chi  non avesse letto il libro, Hanger Games ci insegna che è addirittura assolutamente inutile andare a vedere il film senza aver letto il romanzo.
Questo accade per un banalissimo motivo: il libro è narrato dal pov di Katniss, la protagonista e metà della storia è costruita esclusivamente sui suoi pensieri.
Quindi la domanda è: come ha fatto lo sceneggiatore o chi di dovere a trasformare in film i pensieri di Katniss?
Non l'ha proprio fatto, per l'appunto.
Tagliata la testa al toro.
Tagliata la testa al film, oserei dire io.
Ed è un peccato, perchè torno a ripetere... l'idea del film è originale e carina (certo metto le mani avanti: nel libro ci sono dei punti in cui si sprofonda nei profondi meandri della banalità, ma non si sa come, l'autrice riesce sempre a recuperare).
Molte cose non sono spiegate, non possono essere comprese. Ci sono dei passaggi del libro che secondo me dovrebbero essere riportati, perchè spiegano il perchè di certi comportamenti dei personaggi.
Invece no.
Risultato: la protagonista femminile appare come una specie di stronza insensibile, a tratti rompicoglioni e vagamente manesca; il protagonista maschile è quello che dalle mie parti viene chiamato "ragazzo tappetino" perchè, non si sa come, riesce sempre a fare la figura dello sfigatello. Ma questo non si può cambiare, perchè nel libro ha esattamente la stessa parte (sì, trovo che l'autrice non sia stata generosa con lui. Povero ciccio).
In sostanza... non voglio sconsigliare il film perchè dopotutto se ne vedono di ben peggiori; ora non sto qui a farvi un esempio perchè potrei non riuscire a fermarmi, ma vi basta pescare a caso nel cilindro dei film italiani e avete un'alta possibilità di beccare una sola. Quello che consiglio è di leggere prima il libro, se mai vi venisse lo schiribizzo di guardarlo.

Now, now, now.
I personaggi.
Mi pare inutile farveli conoscere attraverso le foto della premiere del film, dato che c'è stata - in termini cinematografici- secoli fa.
Purtuttavia, siamo fortunati perchè cascano a fagiolo le immagini della recente cerimonia dei Golden Globes, a cui Jennifer Lawrence, che interpreta Katniss Everdeen, ha partecipato vincendo il premio come miglior attrice protagonista e assicurandosi un biglietto diretto agli Oscar 2013 (capito, la ragazza?)

Ta daaaaaaaaaan! Eccola qua.



Cara, ti sarai pure presa un Golden Globes, ma il vestito ----> O_O.
Occhei è un Dior Couture.
Occhei evidenzia il tuo vestito da vespa.
Ma... che diavolo di colore è? Rosso fragola?
No, dai no. Stona persino con il rosso del tappeto.
Che poi... questa tipa qui ha l'immensa fortuna di rientrare in quel fortunatissimo gruppo di ragazze che PARADOSSALMENTE risultano meglio struccate che con il più impeccabile dei make up (odiamole in silenzio).
E allora perchè sti occhi così cerchiati, perchè?
E basta con i sorrisi così forzati, Jen. Hai vinto un Golden Globes... ESERCITATI A SEMBRARE VERA!

E poi ci sta Peeta, il protagonista maschile, interpretato da Josh Hutcherson.
Lui.



"Ahhhhhhhhhhh, lui!" direte voi.
Sì, lui.
Quello che ha fatto... quel film. In cui ha interpretato... mhm... quel personaggio, sì.
Insomma, un famoso sconosciuto.
Tutti lo conoscono ma nessuno saprebbe riportare il titolo di un suo film (senzaguardaresuwikipedia, non si bara!).
Sul look in questo caso, c'è poco da dì: il vestito da pinguino va sempre di moda.



venerdì 23 novembre 2012

Noi siamo infinito... nel vero senso della parola

In realtà volevo aspettare a postare questo post, perchè avrei preferito fare un tutt'uno con la recensione del film.
Invece no, perchè il fato ha intralciato i miei piani.
Il film di cui sto parlando è THE PERKS OF BEING A WALLFLOWER, il cui titolo italiano sarà Noi Siamo Infinito.
Parlo al futuro per il semplice fatto che sebbene il film negli Stati Uniti sia uscito già da un paio di mesi, in Italia arriverà tra fine dicembre- inizio gennaio.
Forse. Considerato che l'uscita italiana era stata inizialmente fissata per il 3 ottobre-posticipata al 26 novembre-postposticipata a dicembre, mi ritengo giustificata se, francamente, nutro dei dubbi sull'uscita di gennaio.
Ma d'altra parte, se noi "siamo infinito", un mese in più o un mese in meno, non dovrebbe fare molta differenza.

Anzi, per quanto mi riguarda, ormai vedere il film è un particolare quasi irrilevante: leggendo un articolo sulla prima di Los Angeles, mi sono ritrovata spiattellata davanti agli occhi l'intera trama del film, riassunta in quattro semplici punti e prima che il mio cervelletto riuscisse a razionalizzare il tutto, il finale del film è scorso sotto il mio sguardo in poche accurate parole.
Questo ha generato in me un odio profondo verso i giornalisti incapaci che come minimo dovrebbero imparare il concetto di SPOILER, porco cane, se vogliono scrivere in ambito cinematografico.
Soprattutto se il film non è ancora uscito, miseriaccia!

Dicevo... prima che l'articolista incapace stimolasse in me la voglia malsana di prenderlo a calci, stavo guardando delle foto sulla prima del film, tenutasi a Los Angeles a metà settembre.
Questo è il risultato della mia ricerca:




Il vestito lo trovo bellissimo. Di Giorgio Armani, lungo a balze larghe.
Noto con un certo dispiacere che il colore avorio sta avendo un discreto successo ultimamente.
Poveri noi.
Dunque ripeto, il vestito è bello ma secondo me inadatto a chiunque abbia meno di quarant'anni. Da ciò che mi risulta, Emma Watson ne ha ventidue, quindi sfora di almeno vent'anni.
Emma, santo cielo, stai alla prima di un film che è TOTALMENTE incentrato sulla giovinezza, sull'adolescenza, sul passaggio bambino- adulto e quindi si presume che tu sia stata scelta per la tua giovinezza e freschezza.
E allora perchè? Perchè?
Perchè un vestito con i cristalli, lungo fino ai piedi, Emma, perchè?
Neanche Gina Lollobrigida li porta più, ormai.
Non ti potevi far prestare un abitino da adolescente ribelle da Kristen Stewart? Ne ha talmente tanti che uno adatto a te lo avremmo trovato sicuramente.
Anzi, visto che siamo in ambito, non ci sarebbe stata male neanche una "spettinata" dal parrucchiere personale di Kristen, dato che l'acconciatura a leccata di vacca nun se pò guardà.
Ah, ma ripeto: l'abito è bellissimo.



Eccone n'altra.
In questo caso la situazione è ancora peggio: per lo meno, l'abito di Emma Watson lo trovo solo inadatto alla situazione; questo di Nina Dobrev oltre ad essere inadatto è anche mostruoso.
Coprispalle di pizzo rosso?
Penso che al massimo, ma proprio per essere buona, lo avrei tollerato alla presentazione di Moulin Rouge, tanto per rimanere in tema.
Volgare. Questa è la prima parola che mi viene in mente per descrivere questo vestito.
L'abito è di Reem Acra, di un rosso fragola- pomodoro- Babbo Natale.
Volgare nel pizzo rosso, volgare nella scollatura troppo costretta... No.
Non c'è giustificazione a tutto ciò.
E come se lo sfacelo non fosse già abbastanza devastante, Nina ci ha messo quelle scarpe.
QUELLE-SCARPE.
Va bè, Nina... vuoi essere distrutta, allora.
Quelle scarpe la prossima volta lasciale indossare a tutta nonna e per favore, perfavoreperfavoreperfavore, spendi qualche minuto a farti una pedicure.
A mettere una passata di smalto non ce ne vorranno più di due.

giovedì 22 novembre 2012

Venuto al mondo- PROMOSSO!





L'ho aspettato per mesi.
Con una certa ansia, se devo dire la verità.
Ansia da preoccupazione, non ansia da attesa, badate bene.
Trama complicata, ambientazione complicata, personaggi complicati... mi chiedevo quale sarebbe stato il risultato di un film così strutturalmente complesso.
Considerando gli orrori natalizi che troviamo sotto l'albero ogni anno, penso di essere giustificata se parto prevenuta. Dopo aver visto Natale a Miami\Singapore\Washington\Nuova Deli\Palma di Mallorca\San Marino, sfido a trovare qualcuno che non lo faccia.
E quindi, mi cospargo il capo di cenere e ammetto che anche in questo caso mi aspettavo un grandissimo sfacelo.
Ero già psicologicamente pronta, davvero.
Invece, tenete a mente queste parole perchè non è frequente che io le pronunci, mi sono dovuta ricredere.
Centoventisette minuti e non sentirli.
Centoventisette minuti di amore, morte, dolore e strazio.
E di nuovo amore.

Non avrei mai pensato di dirlo, ma a quanto pare il cinema italiano non è ancora morto.

domenica 18 novembre 2012

RED CARPET- Breaking Dawn, parte 2

No, non sono qui per fare spoiler, tranquilli.
Anche perchè non ho ancora avuto il (si spera) piacere di vederlo questo film.
In ogni caso, avendo letto il libro, so bene che anche se avessi voluto, considerata la trama, c'è poco da spolierare.
Ma non sono qui per fare polemica sulla trama inesistente del libro, quanto piuttosto fare delle riflessioni con voi su quelli che sono stati gli outfits scelti da coloro che sono sicuramente i protagonisti indiscussi della settimana.

Los Angeles, premiere americana dell'ultimo episodio  della saga di Twilight, evento che indiscutibilmente, tra critiche e consensi ha interessato milioni di fan.
Quindi, considerando che nel bene e nel male è un evento che attira gente da tutto il mondo, che produrrà milioni di fotografie, centinaia di articoli... sapendo che miliardi di occhi si poseranno su di voi allora perchè, DI GRAZIA, vi presentate conciati così?



Per un attimo, guardando l'immagine mi sono chiesta se Google non mi avesse rifilato per sbaglio una foto del Carnevale di Rio.
Ma poi, ci ho riflettutto e mi sono resa conto che la situazione è in realtà meno grave di quanto sembri.
Passi il grigio su grigio di Taylor Lautner. Anche se sarebbe più opportuno parlare di grigio su grigio, su grigio (della cinta), su grigio (della cravatta), su grigio (delle scarpe).
Ora, ammetto di essere un pò prevenuta, perchè sicuramente non sono una sostenitrice del tinta su tinta, ma davvero, le scarpe dello stesso colore di tutto il resto non lo posso sopportare.
Perchè le ho analizzate e mi ci giocherei tutto il patrimonio in smalti che possiedo che quelle scarpe sono grigie.
Nel complesso non si può dire che stia male, insomma. L'unica cosa è che mi ricorda mio nonno al matrimonio dei miei genitori e francamente, non so se per lui questo possa essere una cosa tanto positiva.
Kristen Stewart. Diciamo che Kristen ad ogni prima cinematografica riesce sempre a stupirmi.
Negativamente, certo.
Anche stavolta mi ha stupito: ho dovuto trattenere un gridolino di sorpresa quando ho notato che non era fasciata nel solito miniabito pailettato, con i capelli scomposti e l'aria sfatta.
Stavolta aveva un abito lungo.
Ooooh!
Ed era pettinata.
Ooooh!
Che poi ammettiamolo... l'abito è anche bello, di Zuhair Murad, effetto nudo.
Ecco, magari pure troppo nudo. Se si fosse presentata in bikini più o meno la quantità di pelle visibile sarebbe stata la stessa.
Per descrivere questo abito, più che di inserti trasparenti parlerei di inserti NON TRASPARENTI.
Mi sembra che sia più adeguato.
Ah, tra l'altro: per una volta che la pettinano, penso proprio che avrebbero potuto fare uno cavolo di sforzo in più e legarle quei capelli in un'acconciatura non troppo rigida che sdrammatizzasse un pò anche l'abito.

Un'altra che si dovrebbe tagliare i capelli è la Meyer.
Ma dico, perchè certe donne non si rendono conto che la chioma alla Raperonzolo dopo i trent'anni è out?
Non vi ha insegnato niente Marta Marzotto?
Meyer, per cortesia, hai anche il viso tondeggiante, un carrè sulle spalle ti starebbe un amore, perchè non ci fai tutti felici? E anche una frangia non guasterebbe, grazie.
Ora, ho iniziato con i capelli perchè sul vestito ci starebbero così tante cose da dire che potrei rimanere qui fino al trentennale di Twilight.
Ma come ti è venuto in mente? Ma che è?
Te lo hanno prestato i Volturi quel completo?
No, scherzi a parte, io mi chiedo sinceramente come si faccia a scegliere una cosa del genere. E se non lo ha deciso lei, come hanno potuto farle una cosa simile?
Meyer, ma io dico: fai tanto la giovane sprint con i capelli lunghi e al vento e poi mi ti presenti con una casacca nera che anche Morticia Addams esiterebbe ad indossare.
Inguardabile.
Inguardabile la casacca, con quel cinturone senza senso sulla vita.
Inguardabile la fantasia della gonna, modello Prozia. Da parte di madre.
Inguardabile il colore: siamo alla Premiere del tuo ultimo film... e prendiamocelo con un abito memorabile il momento di gloria, no?
E dulcis in fundo, la chicca.
Rob, parliamoci chiaro: so che è quasi Natale e che siamo in tempo di crisi, ma riciclare l'abito da elfo di Babbo Natale mi sembra un tantino esagerato.
Ma che è, di plastica?
Ma poi che colore di merda è?



Sì, lo so bene che questo è l'inverno del "verde sottobosco- foresta-giungla di Tarzan", ma nulla toglie che faccia comunque cagare. In più, non so se sia una mia impressione ma mi sembra che Pattinson ultimamente abbia perso un pò della sua verve.
Quindi, il minimo indispensabile che mi pare gli occora è una decina di lampade e una bella dormita.
E anche una denuncia al suo parrucchiere non guasterebbe.

Insomma, gira e rigira, quella che ne esce meglio, secondo me, in questa premiere è proprio Kristen Stewart.
Non so se vi è chiara la gravità della situazione.

giovedì 8 novembre 2012

The new elegance

Nel Settecento, nulla era più elegante di un viso pulito, naturale, classico, evocativo della pura bellezza greca.
Nel periodo barocco, l'eleganza si ritrova nella capacità di gestire gli sfavillanti balli borghesi.
Con l'avvento del Novecento, l'eleganza si rinviene nella sinuosità di una camminata su un tappeto rosso, in un aggrazziato passo di Twist, in un'acconciatura, in un gioiello non ostentato.
E quindi mi chiedo... dove sta l'eleganza nel 2012?
Cosa è elegante, se i visi naturali non esistono più?
Se i giri di Twist si sono trasformati in danze forsennate su un cubo, se le passerelle hollywoodiane sono diventate una gara a chi esce meglio nelle foto, se le raffinate acconciature degli anni venti hanno lasciato il posto alle creste viola, se i gioielli sono utilizzati nel più pacchiano dei modi?

Facendo un resoconto mentale, mi sono davvero impegnata a cercarla questa eleganza.
E l'ho trovata, cosa credete.
Noi, signori del ventunesimo secolo, l'eleganza ce la mangiamo.
Sì, sì. Avete capito bene.
Forse è perchè l'eleganza non la ritroviamo più in quelle che sono state da sempre le pietre miliari della bellezza, e quindi sentiamo il bisogno di aggiungere un tocco di eleganza alla nostra quotidianità, scegliendo altre vie.
E cosa ci lega alla quotidianità più del cibo?



Probabilmente è proprio perchè in questo momento storico, tra crisi economiche e sociali, che la ricerca della bellezza e dell'eleganza vera è giustamente passata in secondo piano.
Ma restano le piccole cose.



E non so voi, ma a me bere un thè con le amiche in una bella tazza, ricevere un pasticcino al posto di un fiore, fare colazione con un cupcake fa stare bene.
Non sarà il massimo della "chiccheria".
Ma è sicuramente un dolce balsamo per l'anima.
E forse per ora va bene così.

mercoledì 7 novembre 2012

The Wedding Party...senza wedding.

Erano mesi che lo aspettavo.
Sapevo di lui ancora prima che il suo titolo venisse tradotto in italiano.
Avendo una fissazione malsana per tutto ciò che ha a che fare con matrimoni, feste di fidanzamento, abiti da sposa, cerimonie, confetti e fiori bianchi, non ho potuto fare a meno di aspettare in modo imbarazzantemente impaziente l'uscita del film The Wedding Party- Un matrimonio con sorpresa.
Naturalmente, essendo un'esperta, ero ben consapevole del fatto che questo film sarebbe stato un degno membro della C.I.A. (commedia idiota americana).
E difatti, vi assicuro che non ha deluso le aspettative -che comunque non erano particolarmente alte.

Innanzitutto, la lettura di questo post, da questo momento in poi, è riservata solo a coloro che hanno già visto il film o che non hanno alcuna intenzione di vederlo, perchè potreste imbattervi in informazioni spoilereggianti.
Lettori avvisati, mezzi salvati.
Dunque, la prima cosa che ho pensato alla fine del film è stata questa: "Il trailer mi ha fregato".
Guardando il minuto e mezzo di trailer, infatti, avevo avuto l'impressione che la trama sarebbe stata più o meno così: trio di amiche, capeggiate da leader bionda un pò stronzetta, decide di rovinare il matrimonio di una loro compagna di liceo, un pò più cicciottella e meno Miss delle altre tre, per avuto l'ardire di fidanzarsi prima della suddetta leader bionda stronzetta.
Bè...NON E' COSI'!
In realtà sembra quasi che la bionda stronza (leggermente sociopatica e con manie di controllo) sia l'unica ad impegnarsi affinchè il matrimonio non vada a rotoli. In uno stato  di momentanea incapacità di intendere e di volere le tre ragazze, vittime innoceeeeenti degli effetti rallegranti del troppo champagne, strappano il vestito della sposa: da lì l'odissea per cercare di riparare il danno.

Per sintetizzare la mia opinione sul film, vi lascio quelle che sono state, sul momento, le mie impressioni.

1) Kristen Dunst è perfetta per la parte della snob altolocata con la puzza sotto al naso.
Non c'è niente da fare, questo suo talento è innegabile: dalla spocchiosità della Emily di Piccole Donne, all'altezzosa antipatia del suo personaggio in Mona Lisa Smile, per arrivare al ruolo di damigella in The Wedding Party, si capisce che questo carattere che le hanno cucito addosso non le sta affatto male.
Francamente, non so se sia una cosa positiva.

2) Isla Fisher for President.

3) Le spose americane, da quello che emerge dai film, si dovrebbero preoccupare più dell'abito (che puntualmente fa pietà: nel caso in questione il vestito è qualcosa di semplicemente aberrante) che di tutte le sciocchezze di contorno.
Vedi la "cena di prova".
Ora qualcuno mi spieghi qual è il senso della CENA DI PROVA.
A che cavolo serva? Che devi "provare" il giorno prima del matrimonio?
Devi imparare come si usano le posate? Da che verso bisogna iniziare ad usarle?
Questi Americani non li capirò mai.

4) Nel soggiorno della casa della sarta che proverà a ricucire il vestito c'è un quadro uguale a quello che hanno i miei nonni in cucina.
Giuro.
E la cosa mi ha lasciato abbastanza sotto shock.

5) O forse non so se uno shock maggiore me lo abbia procurato l'improvvisa apparizione di un'attrice che sulle prime mi è sembrata familiare e che poi ho capito si trattava della ragazza che in Gossip Girl interpreta Lola-Charlie-nipote di Lily-o come volete chiamarla.
Lo shock è dovuto al fatto che nella sua apparizione di 28 secondi, pronuncia più parole (circa sette) di quante ne abbia dette in una intera stagione di Gossip Girl.

6) Già non sono tollerabile otto-nove damigelle.
Se poi sono pure vestite color crema-avorio-bianco sporco e simili... non agigiungo altro.

7) Qualcuno mi dica come fare per avere i capelli di Isla Fisher.

Insomma, il film per quanto riguarda la trama non è il massimo dell'originalità, ma non si può negare che ci siano alcune scene divertenti.
Ma dopotutto, si tratta pur sempre di una C.I.A. ... cosa mi aspettavo?