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venerdì 26 ottobre 2012

Palline di caviale...smaltate. Pupa Bubbles.

Esattamente ieri, ho capito di avere una strana forma di allergia- poca tolleranza- relativa sopportazione verso l'abonorme e sempre in crescita categoria delle cose inutili
Forse non ce ne rendiamo conto, ma le nostre case pullulano di oggetti che non servono ad un emerito cavolo, oggetti che per puro sbaglio hanno trovato collocazione su una mensola, su una libreria o più probabimente che sono stati sbattuti e risucchiati da cassetti o scatole, rubando spazio a ninnoli e ad altre stronzatelle che invece potrebbero avere una loro utilità sociale.
Invece no.
Un momento di sacra e necessaria nullafacenza, mi ha portato a questa conclusione: siamo circondati da cose inutili.
Inutili come lo scrub per i piedi.
Inutili come lo smalto amaro per evitare di mangiarsi le unghie (tutti quelli che conosco che lo hanno usato, mi hanno garantito che con questo smalto le unghie sono ancora più appetitose. Che schifo.).
I ciottoli Thun, il cui numero sulla mensola del soggiorno di mia madre cresce in modo esponenziale. Penso che i Thun siano il corrispondente dei conigli nel mondo animale.
Come gli ombretti gialli.
Come i cleenex dal profumo balsamico. Io quando ho il raffreddore non riesco a sentire neanche l'odore appestante del baccalà fritto della Vigilia di Natale, figurarsi quello balsamico di quei fazzolettini che di balsamico hanno solo la scritta sulla confezione.
Inutili come il perenne broncio di Kristen Stewart, come un libro a casa di renzo Bossi, come ferri da maglia nella maxibag di LadyGaga.
E mentre facevo queste considerazioni, bazzicando sul web, ho letto di un'importante anticipazione che, all'inizio, mi ha subito entusiasmata.
Si tratta di questo.
 
 

 
 
 
Carine, vero?
Chi ne ha già sentito parlare saprà che si tratta del nuovissimo smalto Bubbles di Pupa.
Non si trova ancora in commercio, la vendita è prevista da Novembre.
Ora io, che sono una patita degli smalti e di tutto ciò che ha a che fare con la manicure, nel momento in cui ho visto questa immagine sono letteralmente entrata in brodo di giuggiole.
Lo smalto a palline deve essere mio.
Perchè alla fine di questo si tratta: la caviar manicur, la cui moda sembra essere scoppiata da poco, consiste nella decorazione delle unghie attraverso minuscole palline.
Uno smalto che lascia uno strato di minuscole perline, figo no?
No.
Perchè qui casa l'asino.
La confezione in questione comprende due boccette: una contiente lo smalto di base, l'altro è un laptop.
MOMENTO!
Quindi questo cosa significa? Che le palline dovranno essere applicate manualmente? Una-alla-volta?
Io che non ho la pazienza di aspettare i quaranta secondi necessari a far asciugare un comunissimo smalto dovrei mettermi ad attaccare le palline una alla volta, come fosse un mosaico smaltato?
Stiamo scherzando?
Io spero che Pupa abbia una soluzione alternativa ed è proprio in virtù di questa speranza che voglio concedere a questo prodotto il beneficio del dubbio.
Dalle anticipazioni, infatti, non sono riuscita a capire se la tecnica della caviar manicur sia quella che ho dedotto io, oppure se esiste una qualche tecnica semplificativa che la Pupa ci rivelerà a tempo debito.
 
Mi auguro che sia così.
Anche perchè, altrimenti, non vedo perchè spendere tredici euro circa per delle palline decorative che un qualsiasi negozio di cinesi vende a cinquanta centesimi.
Attendo l'illuminazione.
 
Nel frattempo vi lascio gli altri colori.
Perchè se anche Pupa Bubbles potrebbe rivelarsi una potenziale inutilità, l'effetto finale è piuttosto simpatico.
 
 
 
 
 
 
 
 
 


martedì 23 ottobre 2012

Palloncini, borse e Custo.

Che delusione.
Che delusione abnorme.
Vi spiego. Oggi ho partecipato alla riapertura di un negozio Carpisa della mia città.
Moltro strategicamente, i proprietari hanno deciso di far coincidere la riapertura per il rinnovo del locale con la presentazione della nuova collezione Carpisa, nata dalla collaborazione con Custo Barcelona.
Premetto che a me lo stile di Custo non piace.
Troppi colori, troppo stampato, troppo eccentrico.
E allora che te frega se la collezione non è stata il massimo? vi starete chiedento.
E' perchè è una questione di principio, santa pazienza.
Secondo me Carpisa è un marchio che ha guadagnato con gli anni, che è partito zero, con borse che facevano cagare (bonjour finesse!) per arrivare ad un livello più elevato, con modelli che certamente non sono l'apice della bellezza ma che sicuramente sono al passo con i tempi.
E comprabili a prezzi umani, soprattutto.
Custo non sarà tra i miei marchi preferiti, ma resta comunque un gran nome.
E da un gran nome io mi aspetto borse spettacolari, borse che mi facciano venir voglia di acquistarle, borse che non mi stancherei mai di guardare.
Tutto fumo e niente arrosto: hanno pubblicizzato la riapertura del negozio per settimane, tutti ci eravamo preparati alla grande presentazione della collezioneconCusto! urlato ai quattro venti per giorni, all'inaugurazione c'erano palloncini a centinaia, giocolieri neanche fosse stata la festa patronale, animatore con tanto di microfono, buffet (stranamente pure ben fornito)... e poi che ti trovo?
Un misero scaffaletto con quattro borse che Custo, a mio avviso, non sanno neanche chi è.
Davvero io non ho parole.
Io spero che sia stata una (pessima) scelta dei nuovi proprietari e che questa pessima scelta sia dovuta al loro pessimo gusto nel fare gli ordini.
 
Niente, ci devo pensare.
Non so ancora se questa collezione mi convince in pieno.
Vedremo.