martedì 16 ottobre 2012

Ballerine: vade retro!

Allora, mettiamolo subito in chiaro: io non sono una sostenitrice delle ballerine, essenzialmente per cinque buoni motivi:
1) Fanno male. Ora non venite a dirmi che voi avete trovato delle ballerine comode, perchè tanto non ci credo. E seppure fosse, sarebbero l'eccezione che conferma la regola. Di solito accade questo: le vedete in vetrina, vi piacciono (perchè poi, le ballerine sono diaboliche anche in questo: sotto la luce quasi divina del negozio sembrano così graziose, così raffinate, così luminose che, davvero, come potrebbero fare male?) , entrate, le provate, vi stanno un amore e le acquistate.
E questo è l'inizio del peggio.
Perchè la prima volta che le indosserete, rimpiangerete di essere uscite quel giorno, di essere passate davanti a quel negozio e di aver spostato lo sguardo su quella vetrina. Rimpiangerete di essere nate, proprio.
 
2) Non si ammorbidiscono. Non devo essere certo io a dirlo...ma qual è il primo pensiero quando il dolore causato dalle nuovissime ballerine al nostro tallone va a sollecitare le nostre terminazioni nervose?
"E' perchè sono nuove. Presto si ammorbidiranno".
Povere illuse. Non contano anni di pratica provata, non conta il fatto che ci abbiamo sbattuto la testa decine di volte, noi ostinate-indossatrice-di-ballerine continueremo imperterrite a sostenere l'insensato principio secondo il quale la distruzione dei nostri malcapitati piedi sia un passaggio obbligatorio per arrivare alla tanto ambita comodità.
Comodità che, per inciso, raramente arriva. 
 
3) Mozzano la gamba. Altra sacrosanta verità: o la gamba è lunga un metro e settanta, oppure l'effetto mozzamento, seguito a ruota dell'ispessimento del ginocchio, non ce lo toglie nessuno.
 
4) Non sono interscambiabili. Ciò significa che nel momento preciso in cui le indossi, loro si deformano, prendendo immediatamente la forma del piede (in questo modo, l'effetto trappola mortale è ancora migliore). E quindi le ballerine di una ragazza che ha la pianta del piede un pò più larga, non potranno essere certo indossate da una che ha il piede leggermente più sfinato. E dunque la domanda è: a cosa servono le amiche se non possiamo scambiarci le scarpe? Appunto.
 
5) Distruggono lo smalto. Ora, questo è un principio su cui mi interrogo da anni e a cui non sono mai riuscita a dare una spiegazione. Ma è un dato di fatto che una pedicure accurata viene distrutta nel giro di pochi minuti di passeggiata con le ballerine.
Probabilmente questo è nient'altro che il frutto della vendetta delle ballerine per tutte le imprecazione che rivolgo loro ogni volta che le indosso. Come se le ulteriori sevizie che mi infliggono non bastassero.
 
Ma d'altra parte, com'è quel detto?
Per essere belle bisogna soffrire.
Quindi, sapendo bene che questo principio è legge, considerando che le ballerine sono diventate un must negli ultimi anni e tenendo a mente che la bellezza di una scarpa è direttamente proporzionale al dolore che sono in grado di infliggere, durante un'accurata sezione di shopping ne ho acquistate un paio moderatamente carine e quindi moderatamente dolorose.
Ammetto che il motivo che mi ha spinto a comprarle è stato il rivestimento in plastica (ho un debole per le stronzate, si), con l'esterno di un tessuto simile al velluto; in parole povere non sono altro che l'equivalente invernale delle ballerine totalmente plastificate che spopolano dalla scorsa estate e che secondo me sono qualcosa di abominevole.
Ah, la commessa ha tenuto a precisare- circa sette volte- che sono anche profumate.
Profumano, capite?
Motivo principale che, ammetto, mi ha spinto a comprarle (perchè quella faccia? Ve l'ho detto che ho un debole per le stronzate).
Anche se, devo confessare, anche il marchio glitterato stampato all'interno ha avuto un ruolo importante nella decisione. 
Che volete farci: questione di priorità!
Mel

 
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lunedì 15 ottobre 2012

Peplum o non peplum: this is the problem

E' dall'anno scorso che mi interrogo su di loro.
Si vedono ovunque, in tulle le vetrine, in tutti gli stand, in tutti gli scaffali, in tutti i cataloghi, su tutti gli anoressici manichini di Zara.
Tranne che addosso alle persone.
Non credo di aver mai visto gli ormai celeberrimi (ogni tanto mi impegno ad usare termini altolocati anche io) Peplum Dress (o meglio conosciuti, secondo il principio parlacomemangi, tubini con la balza).
E' dall'anno scorso che Zara ed H&M ci ripropongono questi modelli a bizzeffe.
Non posso dire che non mi piacciano, purtuttavia, li trovo più adatti alla stagione fredda (Zara, amore mio, con un tubino damascato, a luglio a Roma, mi uccidi, miseriaccia!).
Che poi ho notato che,ormai, una delle regole basilari del look da matrimonio è questa: Zara + tubino.
Ora, io ho frequentato il liceo classico, sono sempre stata una pippa in matematica ma in questo caso la soluzione dell'equazione è abbastanza elementare: se Zara propone venticinque modelli di tubino con la balza (tutti rigorosamente uguali), significa che il settantacinque% delle invitate   under quaranta andrà al  matrimonio con il sacrosanto tubino- con la balza- NERO, perchè tanto non ce ne frega niente che Zara ha proposto venticinque colori, l'unica cosa che conta è evitare di ritrovarsi con il vestito macchiato dalle ascelle piangenti, nel bel mezzo dell'aperitivo, sotto il sole friggineuroni delle due e mezza del tredici agosto.
Ah, ovviamente il venticinque% rimanente non indosserà il suddetto tubino mica per una diabolica previsione o per un'intelligente,  consapevole scelta, giammai! Non lo indosserà semplicemente per non sembrare una balenottera spiaggiata, perchè diciamocelo: il pregio del modello peplum è quello di "equilibrare" il fisico di una ragazza che ha pochi fianchi. La balza è posizionata poco sotto al punto vita, quindi da una parte valorizza i fianchi inesistenti di chi lo sta indossando, dall'altra favorisce l'effetto "vitino d'ape".
Eccola qua la fregatura, è proprio qui, palese e chiara: se una persona è leggermente più larga di fianchi, indossando un peplum nero, sarà facilmente confondibile con una foca monaca, a mio modesto avviso.
Ma non si può comunque negare che l'idea in sè sia stata piuttosto vincente: adottata dalle vips più glamour e inculcata abilmente e stretegicamente nelle scelte di noi compratrici, il modello peplum si sta facendo strada a suon di broccato nei nostri armadi. E il successone è dimostrato anche dal fatto che ai pelum dress sono seguiti a ruota i peplum top (che non sono altro che top con la balza all'altezza della vita- in questo caso sento di aver rubato il mestiere a Capitan Ovvio) o peplum skirt (c'è bisogno che traduca?).
Insomma, nun se scappa.
 
 
Zara
 
 
 
Ah, la chicca: adesso addirittura si trovano in commercio le balze staccabili, da applicare a piacimento su una gonna.
Vi prego.
Quanto tempo dovrò attendere prima di incontrare  una persona che si è appiccicata una balza di velluto nero su una gonna di jeans?
Non molto, me lo sento.
 

venerdì 21 settembre 2012

IN&OUT: autunno 2012

Colori caldi, colori che abbracciano il bourdeaux, rosso mattone, verde bottiglia, arancio scuro.
Accettabile il giallo ocra.
E' la stessa natura a consigliarvi i colori IN dell'autunno. Dovete solo guardarvi intorno.








OUT: smalti dai colori psichedelici. A malapena li tollero in estate, figuriamoci in autunno.




Niente tacchi a spillo: l'autunno di quest'anno vuole tacchi a tronchetto, cinturino alla caviglia e zeppe. Tante zeppe.
Decisamente comode. Decisamente IN.



Le calze velate meriterebbero un OUT grande come il diamantazzo che sfoggia al dito Brooke Forrester.
Che poi non ho mai capito il senso di questi collant. Oltre a quello di invecchiarti di venticinque anni.

IN: ricopritevi di tessuti scamosciati dalla testa ai piedi. Ovviamente, non tutto insieme. E' stato superfluo aggiungerlo, vero? Di Pocahontas ne conosciamo già una. Direi che basta.

Pantaloni bianchi, tee bianche, pantacollant bianchi (per le intrepide che hanno avuto addirittura il coraggio di acquistarli. Non voglio sapere se li avete pure indossati. Non-ditemelo). OUT, OUT, OUT!

IN: stole, foulard, pashmine... quelle che in inverno non sono sufficientemente calde da poter essere indossate ma che in autunno rappresentano decisamente un accessorio immancabile.
Adorabili quelle di Mary Cotton Couture.





OUT: giallo limone, verde pisello, rosa pesca, arancio mandarino... insomma, tutto ciò a cui riuscite ad abbinare un frutto deve sparire dal vostro armadio seduta stante.
Non potete sbagliare.

giovedì 20 settembre 2012

Aspettatevi l'inaspettabile

Lo so, lo so.
Avevo detto che sarei andata a vedere The Brave. E non preoccupatevi, ci andrò.
Solo che nel mezzo, mi sono concessa un'altra visitina cinematografica.
Sicuro ne avrete sentito parlare perchè ultimamente se ne vedono trailer, locandine e quant'altro praticamente OVUNQUE.
Sto parlando di "Cosa aspettarsi quando si spetta".
Suvvia, non storcete il naso!
La cosa che mi ha spinto ad andare a vederlo però, non è stata tanto la trama o la regia, quanto il cast: Jennifer Lopez, Cameron Diaz, Matthew Morrison, Anna Kendrick... e ho pensato che l'unione tra attori piùomeno bravi, avrebbe potuto compensare la poca originalità di una trama piùomeno già sentita.
Naturalmente, quando,a film iniziato, i mei occhi hanno incontrato per la prima volta l'affascinante figura di Chace Crawford ( e no, non sono andata a vedere questo film perchè sapevo che ci sarebbe stato lui! Sembrerà impossibile da credere, ma davvero, non ne sapevo nulla!), ho deciso nell'immediato istante che il film mi sarebbe piaciuto.
E sì, è la tipica americanata dalla risatina facile.
E sì, a tratti è prevedibile.
E sì, per alcuni versi è surreale.
Ma d'altra parte, sono sempre state queste le caratteristiche peculiari delle fantascientifiche commedie americane, no?
E' per questo che continuiamo ad andare a vederle, che continuiamo a pagare sei euro di biglietto, che continuiamo a crederci.
Fantascientifico, sì. Insomma, io non ho mai avuto un bambino, ma mi sembra improbabile che una donna incinta di due gemelle (due-gemelle!) se ne vada zampettando in giro su due tacchi dodici. Ma gliela facciamo passare, dato che la suddetta quasi-mamma interpreta la stronza-magra-perfetta.
E allora come le spieghiamo le gambe dalla circonferenza di sette millimetri di Cameron Diaz, all'ottavo mese di gravidanza? Eh, eh, eh?
Fantascienza, appunto.
Ma noi lo sappiamo perfettamente a cosa andiamo incontro quando, al botteghino, acquistiamo il biglietto per andare a vedere una commedia americana (la precisazione è essenziale!) che affronta con spirito le diverse esperienze dell'essere mamma. Noi-lo-sappiamo! Ma entriamo lo stesso.
E ci facciamo ugualmente travolgere dalla tenerezza, dall'ironia, dall'incredulità che traspare dalle diverse storie che si incrociano in poco più di un'ora e mezza.
Ah... e dall'invidia, certo (vedi stronza-magra-perfetta sopracitata).

Oh e poi ci sta Chace.
Che cavolo volete di più?


sabato 15 settembre 2012

Worse of the week

 
Tralasciando la pettinatura (cara Miley, Pink ti ha anticipato di parecchi anni, purtroppo), che sarebbe fin troppo facile da condannare, concentriamoci sull'abito.
Firmato Emilio Pucci, ampia scollatura, gioco di trasparenze.
Lungo.
Molto lungo. Troooooppo lungo.
E nero.
Cribbio, Miley, pure Mortisia Addams avrebbe avuto delle perplessità ad indossare stò vestito.
Ora, io non ho niente contro il total black, davvero.
Anzi. Snellisce, è sempre elegante, permette di non sbagliare.
Quasi sempre. Quasi sempre ma non adesso!
Ma il total black a meno di vent'anni no, cazzo.
Il total black agli MTV VIDEO MUSIC AWARD, no!
Troppo elegante, troppo serio, troppo scollato, troppo lungo.
Troppo e basta.

Ah, tutto questo... tralasciando la pettinatura.
Ma questo credo di averlo già detto.

venerdì 14 settembre 2012

Best of the week #1

Mi stuzzicava l'idea di creare una rubrica in cui racchiudere il meglio e il peggio che le principali icone di stile riescono a regalarci in una settimana.

Il mio attuale buon umore mi ha portato a decidere di iniziare con "Il meglio della settimana".
E fidatevi, questa settimana è stato fin troppo facile.
La mia fonte?
Il tappeto rosso degli Mtv Music Award 2012.





Come si fa a non premiarla? Come?
Rihanna, bellissima nel suo abito bianco firmato Adam Selman.
Bianco, ragazze, bianco.
Il fatto che il colore bianco sia un BASTARDO è un principio conosciuto da tutte ( o meglio, conosciuto da tutte le fanciulle che pesano più di dodici chili e mezzo), ma in questo caso l'effetto complessivo sembra essere assolutamente intoccabile.
Ciliegina sulla torta: sandalo nude di Manolo - ebbene sì, qui ha giocato facile.

Cercate di non odiarla... non è colpa sua.




foto: eonline.com

mercoledì 12 settembre 2012

ROMA aspetta la VFTO

Mi chiedo perchè mai si ostinino a chiamarla fashion "night" se la sfavillante serata firmata Vogue chiuderà i battenti alle 23.30.
Ma dopotutto, si tratta di un dettaglio che alle fashion girls, me compresa, proprio non interessa.
E diamo il via a questo conto alla rovescia, allora.
Da questa mattina le tastiere delle bloggers scottano.
Le vetrine tremano.
I fashion victims scorrazzano ininterrottamente per la città per assicurarsi che domani sia tutto perfetto.
La capitale freme.



La Vogue Fashion Night sta arrivando.
E noi la attendiamo a braccia aperte.